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PRO CORDOVADO
Piazza Cecchini, 27
Cordovado (PN) 33073
Telefono: 0434 690265 (c/o Biblioteca Civica)
E-mail: procordovado@libero.it
Inserito in un tessuto urbano rimasto per buona parte intatto Cordovado, posto ai confini tra la provincia di Pordenone e quella di Venezia, si riconosce nel suo ben conservato nucleo storico in tre principali ambiti: il complesso del castello medievale, l’area dell’antica pieve di S. Andrea e la zona del secentesco Santuario della Madonna e convento dei padri domenicani, collegando il “Borgo”, situato in area fortificata al “Borgo Nuovo”sorto in epoca rinascimentale. Il toponimo Cordovado è composto dai latini curtis (suddivisione amministrativa con poderi e case e, talora, castello e chiesa) e vadum, guado (friulano vat, da cui Cordovât), infatti nei pressi passava un ramo del più grande fiume friulano: il Tagliamento (Tiliaventum Minus). Il primo riferimento certo della località si ebbe nel 1186 con la bolla papale di Urbano III dove venivano suddivise tutte le corti, ville e castelli soggetti alla giurisdizione temporale del vescovo di Concordia. La storia di Cordovado risale però molto probabilmente a prima del Mille e le sue origini sono riferibili ad indicazioni ancora precedenti con la presenza di un castelliere protostorico. Il complesso fortificato, già citato nel XII secolo, conservò la sua appartenenza all’autorità spirituale dei vescovi concordiesi che assunsero anche il titolo di marchesi di Cordovado. Il governo del luogo era affidato ad un “gastaldo” o capitano che amministrava poteri civili e militari a norma degli Statuti risalenti a prima del 1270 e poi a quelli del 1337; incarico che per generazioni divenne di pertinenza della potente famiglia de’ Ridolfi che spesso fu chiamata semplicemente “da Cordovado”. Il borgo castello, di ampie dimensioni, era racchiuso entro una struttura murata, di forma pressoché quadrilatera ancora ben conservata in alcuni tratti e protetta da un ampio fossato con le due porte di ingresso dell’orologio a nord e meridionale; già dotate di ponte levatoio delimitano tutt’ora l’area del borgo castello che venne incendiato dai Veneziani nel 1418 ricostruito e poi nuovamente abbattuto in alcune sue parti nel 1800 (torre maestra, mastio). La Repubblica di Venezia nel 1420, nella conquista del Friuli, annesse anche Cordovado confermando però nuovamente il controllo di queste terre all’autorità concordiese. Dal 2005 Cordovado è stato inserito nell’elenco dei Borghi più belli d’Italia, come “località di particolare pregio e qualità urbanistica e storica che conserva una precisa identità culturale del sito”.