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PRO ZOPPOLA

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Zoppola (PN) 33080
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Il territorio zoppolese fu certamente abitato sin dai tempi preistorici (proto-Indoeuropei, Euganei, Galli carni). Ne fa fede tanto il ritrovamento di reperti archeologici attribuibili a varie epoche (età della pietra, del ferro) che si rinvengono tuttora presso Orcenico di Sopra, a nord di Castions, presso Murlis, nei dintorni di Zoppola, quanto la conservazione di toponimi: Zoppola, dal celtico Zaupo (fossa incavata o abbeveratoio), vari Castellaria-Castellir (opere difensive perlopiù in isole fluviali a Murlis, a Castions, a Orcenico di Sotto, a Poincicco), i nomi di alcuni fiumi derivati da etimi prelatini (Sile, Gromania, Meduna, Cellina). Nel 40 a.C. i Romani, dopo che ebbero fondato Aquileia, Zuglio e Cividale per contrapporsi all’avanzata gallica dei Taurisci- Norici, decisero di dedurre una nuova città-fortezza che chiamarono Julia Concordia, dotata di un agro parcellato e popolato da coloni (centurioni e liberti). Di quel periodo rimangono testimonianze dei toponimi come Cusano, Villa Romana, Orcenico di Sopra e di Sotto, la strada Romana o Levada ed un fantomatico scomparso Saccogliano (presso l’attuale Poincicco); molte le vestigia fittili ed i reperti lapidei rinvenuti. Più tardi, durante il periodo delle invasioni barbariche, furono creati gli abitati fortificati di Castions (piccolo fortilizio, ossia stazione di vedetta del periodo franco), Murlis da murulus (centa muraria), inoltre le cortine di Ovoledo e Cevraja. Intorno al X secolo vi furono poi le devastanti incursioni degli Ungari, che provocarono morte e distruzione. Per ovviarvi, i Patriarchi di Aquileia chiamarono a ripopolare le zona genti slovene, ponendovi a capo loro affiliati (di estrazione germanica). Ne sono ricordo toponimi sloveni come Blatis, Lascs, Lis, Lonca, Mussila, Poljanuzza, Poincicco, Rupa, etc., disseminati qua e là. Il primo documento noto nel quale si cita Zoppola risale al 1103, allorché Saxone ed Alpino (Alboino) de Zaupola, di legge longobarda, acquistano alcuni beni da Wbaldo (Ubaldo) et Johannes (Giovanni) di Castelon (Castions). In quei secoli il territorio comunale era legato all’enclave asburgica di Cordenons-Pordenone, tanto che si sentì l’esigenza di erigere un nuovo fortilizio (castello di Zoppola), e la cui consistenza documentata alla fine del ‘200 era data da una torre a tre livelli provvista di una scala retrattile, una casa di muro ed altre di legno. Dopo un periodo di tormentate vicende storiche, il maniero (nel frattempo ingrandito e dotato di triplice fossa difensiva) passò per linea femminile dagli originari signori di Zoppola (trasferitisi a Pordenone, ove s’estinsero agli inizi del Cinquecento) ai Valvasone ed ai Prodolone-Mels politicamente avversari ed aderenti a contrapposte fazioni. Per dirimere le questioni si intromise l’influente Patriarca di Aquileia Antonio Panciera, che lo acquistò per sé e per i fratelli nel 1405, cui fu conferito il titolo comitale palatino (oggetto di molti scontenti fra l’antica nobiltà della Patria). I discendenti tuttora risiedono nella signorile dimora. Da quel periodo in poi, con la caduta della Patria e l’avvento del dominio veneziano, si ebbe un periodo di relativa tranquillità. Tuttavia molte furono le vessazioni che la Serenissima inflisse al Friuli, principalmente con la privatizzazione ed alienazione delle terre comuni (Comugnis), l’abbattimento dei boschi pubblici, le eccessive imposizioni, la stipula di contratti capestro fra la nuova classe dirigente ed il contado, che fu ridotto in estrema miseria e povertà. Ne scaturirono i moti della crudel zoiba grassa (giovedì grasso del 1511), che investirono anche i castelli di Cusano e di Zoppola.

Quanto all’abitato di Castions, fu dapprima infeudato ai castellani di Pinzano, indi all’abate di Moggio, e nel XV secolo ai Porcia. Il castello di Cusano fu eretto dal casato omonimo su concessione del vescovo di Concordia nella seconda metà del ‘200; passò poi ai di Prampero, ai Gubertini ed infine ai Formentini; poteva contare su una poderosa centa acquea (il fiume Fiume), ponti levatoi su cui si esigeva pedaggio, centa murata con borgo, una chiesa dedicata a San Leonardo, mulino, etc. Già all’inizio dell’800 versava in condizioni d’accentuato degrado e fu completamente demolito per realizzare la nuova linea ferroviaria Udine-Venezia. Venne anche inaridito il ramo del fiume Fiume che cingeva la mota del castello e la fossa che delimitava il borgo murato. Pochi abitati hanno subito sul piano paesistico una così profonda e devastante alterazione nell’arco di pochi decenni come quello di Cusano, di cui attualmente è irriconoscibile il mirabile assetto fortificato che lo caratterizzava, come si rileva dalle mappe dell’epoca, sino ai primi decenni dell’Ottocento. L’occupazione francese del Friuli, l’annessione all’impero austriaco e la definitiva unione al Regno d’Italia (avvenuta nel 1866) ha portato all’attuale assetto del Comune, composto dalle tre precedenti entità feudali di Zoppola, Castions e parte di Cusano.